Omuamua Legacy

Portal 1I/2021 U1/22°23'04.1” (J2000)

La storia della nostra civiltà non ebbe prima di sè e dietro di sè una pre-istoria. La nostra storia porta l’impronta di altre storie, dalle trame altrettanto intricate e altrettanto coerenti. E’ nata dalla fine di storie e dall’origine di nuove storie.

Gianluca Bocchi, Mauro Ceruti, Origini di Storie, Feltrinelli, Milano 1993

Omuamua Legacy, Portal 1I/2021 U1/22°23’04.1” (J2000)

In occasione di in_festa Omuamua Legacy ha ideato “Portal 1I/2021 U1/22°23’04.1 (J2000)”, che concepisce la vetrina affidata da co_atto come un portale dimensionale in cui appaiono e scompaiono, quasi fossero teletrasportate da un’altra dimensione, le opere di Gianluca Arienti; Mirko Canesi; Emanuele Caprioli; Valentina Maggi Summo; Bianca Millan; Luca Pozzi; Emanuele Resce; Camilla Rocchi; Matilde Sambo; Alessandro Simonini e Lorenzo D’alba. Ibridando la tecnologia del green screen con un display da museo archeologico/etnorgrafico tradizionale, Omuamua Legacy propone una finestra analogico/digitale aperta su un universo parallelo, una presenza aliena nello spazio pubblico, atta a connettere la routine del passante a fenomeni ed informazioni in continuo mutamento provenienti simultaneamente dallo spazio cosmico, da quello urbano e da internet.Percorrendo il corridoio del piano mezzanino della Stazione di Milano Porta Garibaldi, i passanti si imbattono in una visione spaesante: la luce verde del green screen irradia la propria fluorescenza sull’intorno, annullando la percezione di tempo e spazio in un interstizio architettonico diametralmente altro, quasi un paesaggio di luce e buio con una propria forza attrattiva e gravitazionale. Forse una sensazione simile la si proverebbe di fronte alla maestosa e terrifica presenza di un buco nero, dove convivono la massima potenza e il vuoto assoluto.

Portal 1l2021 U1 #01, Emanuele Caprioli, Filter #1, 2021, filtro prismatico multi-image 6P, 67 mm

Il Portale concepito da Omuamua Legacy è una voragine interdimensionale che chiama a guardare oltre, a sporgersi verso il baratro per poter vedere cosa vi sia sotto la superficie del reale. Proprio da questo baratro, da questa alterità, appaiono le opere degli undici artisti, ognuna secondo il proprio volere e il proprio capriccio. Appaiono per poi scomparire, come fossero chiamate a presenziare da qualche altra parte, senza dare certezza di un futuro ritorno. Sono reperti, frammenti di un altrove sconosciuto, testimonianze di civiltà non necessariamente note; sono portatori di memorie e al contempo di domande, oggetti da museo di un museo senza indirizzo, che emergono giusto per il tempo necessario di porre in dubbio qualsiasi certezza prestabilita e aprire nuove ipotesi di esistenza  e possibilità vitale.Per tutto il periodo di in_festa il “Portal 1I/2021 U1/22°23’04.1 (J2000)” si attiverà e muterà, secondo i tempi di apparizione e sparizione dei reperti esposti. A documentare il loro stato di transito perenne verranno proposti sui canali social di co_atto e su questa pagina altrettanti video, manifestazioni essi stessi dell’attivazione del portale.

Portal 1l2021 U1 #01

Portal 1l2021 U1 #02

Portal 1l2021 U1 #05