MUCHO MAS!

MUCHO MAS! è un artist-run space con sede a Torino, fondato da Luca Vianello e Silvia Mangosio. Mucho Mas! espone artisti emergenti italiani e internazionali, che intraprendono ricerche sul ruolo dell’immagine contemporanea. Obiettivo della galleria, insieme agli artisti, è quello di esporre uno sguardo ampio, trasversale e critico su come la fotografia e il suo profondo significato stia cambiando oggi e come abbia perso alcune delle sue connotazioni originarie, ma contestualmente ne abbia acquisite altre ancora più pervasive.

LUCA VIANELLO

Nato nel 1990 nel nord ovest d’Italia. A 18 anni termina l’Istituto d’Arte “Pinot Gallizio”. Dopo il liceo vince la borsa di studio dell’Istituto Europeo di Design. Durante gli studi ha lavorato come assistente alla fotografia. Si laurea cum laude nel 2012. Dopo la laurea diventa collaboratore del collettivo Cesura e assistente di Alex Majoli “Magnum Photo Photographer”. Fino ad agosto 2015 si dedica all’arrangiamento, alla stampa e alla post-produzione d’archivio di Alex Majoli. All’inizio del 2018 ha fondato Mucho Mas! Lavora come libero professionista e prosegue la sua ricerca a Torino.

SILVIA MANGOSIO

Silvia Mangosio è nata in Italia, nel 1988. Dopo aver studiato fotografia e antropologia a Torino, ha frequentato un master class presso la Fondazione Fotografia di Modena, dove ha sviluppato un progetto intitolato “Memoriamatic”, che ha vinto il secondo premio del Premio “Cassa di Risparmio ”. Ha partecipato a mostre collettive e residenze d’artista. È stata più volte finalista alla mostra del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee. Nel 2021 è tra i finalisti dell’open call di Urbanautica “What’s the urgency?” e il suo lavoro è stato presentato in una mostra collettiva al LAB27. Attualmente vive e lavora a Torino, dove dirige Mucho Mas! insieme a Luca Vianello.

ENG

MUCHO MAS! is an artist-run space in Turin, founded by Luca Vianello and Silvia Mangosio. Mucho Mas! exhibits emerging Italian and international artists, who undertake research into the role of the contemporary image. The aim of the gallery, together with artists and gallery founders is to exhibit a broad, transversal and critical view on how photography and its profound significance is changing today and how it has lost some of its original connotations, yet contextually it has acquired others that are much more pervasive.

LUCA VIANELLO

Born in 1990 in north west Italy. At the age of 18 he finished the Art institute “Pinot Gallizio”. After the high school he won the scholarship of the European Institute of Design. While studying he worked like photography assistant. He graduated cum laude in 2012. After the degree he becomes collaborator of collective Cesura and assistant of Alex Majoli “Magnum Photo Photographer”. Until august 2015 he is devoted himself in the archive arrangement, printing and post-production of Alex Majoli. In the beginning of 2018 he set up Mucho Mas! Artist Run Space. He’s working as a freelance and continuing his research in Torino.

SILVIA MANGOSIO

Silvia Mangosio was born in Italy, in 1988. After studying photography and anthropology in Turin, she joined a master class at Fondazione Fotografia in Modena, where developed a project titled “Memoriamatic”, that won the second prize of the Premio “Cassa di Risparmio”. She took part to collective exhibitions and artist-in-residencies. She’s shortlisted several time for the exhibition of Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee. In 2021 she’s shortlisted for the Urbanautica open call “What’s the urgency?” and her work was featured in a collective exhibition at LAB27. She actually lives and works in Torino, where she’s running Mucho Mas! Artist-run space along with Luca Vianello.


In mostra:

Queer as a clockwork orange
Mucho mas! Artist-run space

Un tamburo dal ritmo serrante guida un gruppo di ottoni che con una sonata solenne ci costringe ad uno sguardo perso nel vuoto. Le pupille dei nostri occhi sono dilatate e nonostante la nostra apparente tranquillità, seduti in un bar con in mano un bicchiere di una qualsiasi bevanda, ci chiudiamo nella nostra interiorità. Luci lampanti di diversi colori illuminano i nostri pensieri. Calmi all’apparenza ma racchiusi in uno strano mondo interiore.
Così il lavoro di Silvia Mangosio e Luca Vianello presenta oggetti che ad un primo sguardo fanno pensare ad una stranezza insita all’essere umano. Entrambi gli autori portano alla riflessione sudi eventi o condizioni passate capaci di scandirci ritmicamente come orologi o di determinarci e affermare qualcosa di mancato e sfuggevole.
Nel lavoro “Cose concave e svuotate” di Silvia Mangosio rintocca la segretezza di una mancanza e la determina con forme di argilla capaci di racchiudere un vuoto interiore. Le cose concave e vuote sono i buchi dell’essere. Siamo tentati di riempirli, ma affrontiamo il vuoto e alla fine ci specchiamo in esse.
“Come fanno queste cose concave e svuotate, questi buchi nell’Essere, a generare sin dall’inizio storie più ricche, dettagliate, piene, impossibili da classificare, capaci di progredire?” si chiede Donna Haraway nel libro Chtulucene.
Ritmo e numeri invece sono i fogli eterei del lavoro “Todo Corpo” di Luca Vianello che determinano la cadenza di una vita legata ad una patologia incurabile, e come un canto di preghiera e dannazione riporta al muro un testo di Massimo Ranieri mettendo in evidenza il collegamento curativo ma tossico che possiede con i propri farmaci, come un verso proveniente dal libro delle preghiere comuni del 1662.
Quindi sobbalziamo in questa tensione che ci assolve come all’ascolto di una marcia scritta da Purchell per Maria II e osservando i nostri amici che siedono attorno a noi al tavolo non possiamo sembrare altro che strani come un arancia meccanica, “as queer as clockwork orange”.

“Todo Corpo”
Luca Vianello, 2022

“Cose Concave e svuotate”
Silvia Mangosio, 2020

ENG

Queer as a clockwork orange
Mucho mas! Artist-run space

A drum with a tight rhythm leads a group of brass that with a solemn sonata forces us to a blank stare. The pupils of our eyes are dilated and despite our apparent tranquility, sitting in a bar holding a glass of some drink, we close inside ourselves. Flashing lights of different colors illuminate our thoughts. Calm in appearance but enclosed in a strange inner world.
Trough their works, Silvia Mangosio and Luca Vianello presents objects that at first glance suggest an inherent strangeness of the human being. Both authors lead to reflection on past events or conditions capable of rhythmically marking us like clocks, determining and affirming something missing and elusive.
In Silvia Mangosio’s work “Cose concave e svuotate”, an absence strikes and determines these clay forms, capable of enclosing an inner void. Concave and empty things are the holes of being. We are tempted to fill them, but we face the void and eventually we are mirrored in them.
“How do these concave and emptied things, these holes in Being, generate from the beginning richer, more detailed, fuller stories, impossible to classify, capable of progressing?” Donna Haraway asks herself in the book Chtulucene.
Rhythm and numbers, on the other hand, are the ethereal sheets of the work “Todo Corpo” by Luca Vianello that determine the cadence of a life linked to an incurable disease, and like a song of prayer and damnation it brings back a text by Massimo Ranieri on the wall, highlighting the healing but toxic connection he has with its drugs, like a verse from the 1662 book of common prayers.
So we jump into this tension that absolves us as if we were listening to a march written by Purchell for Maria II, and observing our friends sitting around us at the table we cannot seem anything but strange like a clockwork orange, “as queer as clockwork orange”.

“Todo Corpo”
Luca Vianello, 2022

“Concave and emptied things”
Silvia Mangosio, 2020