Cecilia Mentasti + Francesco Conti

Francesco Conti è nato a Genova nel 1994, ha studiato Pittura in triennio e biennio specialistico presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, concludendo gli studi nel 2021. Dopo un’esperienza di study exchange di un anno a Vienna, in cui ha lavorato come assistente presso atelier Rolf Laven e studente dell’Akademie der Bildenden Kuenste sotto la guida di Veronika Diernhofer, dal 2019 lavora tra Milano, Bolzano e Vienna.

In vetrina:

Il gioco delle direzioni e potenzialità n. 2
Gessetto, fissativo su membrana bituminosa, 500 x 200 cm, 2021

L’opera è la seconda della serie “Il gioco delle direzioni e potenzialità”, gruppo di tre lavori che raccontano la presenza del futuro come entità incombente nel percorso di sviluppo di un individuo. Nella loro quotidianità intima le persone costruiscono con proprio potere decisionale (potenzialità1 e serietà nel gioco delle loro esperienze) se stessi, tendendosi verso il momento prossimo. Interfacciandosi con la narrazione cupa e opprimente del modo esterno e contemporaneo a loro, il loro potere di sviluppo, utile al far fiorire le parti più originali del sè2, rimane paralizzato. La quotidianità diventa una gabbia, le cui sbarre sono le prospettive e le promesse provenienti da un futuro ora da temere. Questi tre lavori sono esempi di momenti diversi di paralisi. “Il gioco delle direzioni e potenzialità n. 2” è una la porzione di una strada con un infinito e irrealizzabile gioco di “campana”, o “mondo”. È stallo davanti a ciò che si crede essere impossibilità di transizione; ma rimane un gioco che può comunque esser giocato coscienziosamente. Nonostante si possa esser consapevoli della sua interminabilità, il gioco non vieta il movimento alla persona: riconoscendo e accogliendo la paralisi, il gioco permette quindi di progredire.